Riforma dello sport: tutto rinviato al 2024

Il rinvio

Con l’approvazione da parte del Senato del DDL 2144 è stata ulteriormente prorogata l’entrata in vigore della riforma dello sport (voluta fortemente ed annunciata in pompa magna dall’ex ministro Spadafora) al 31 dicembre 2023. Il tutto in silenzio, senza rimpianti da parte delle Federazioni che escono nettamente vincitrici dallo scontro con i sindacati dei lavoratori sportivi instauratosi negli ultimi mesi. L’effetto più ovvio è che l’entrata in vigore delle nuove norme sarà, nella migliore delle ipotesi, efficace a partire dall’anno sportivo 2024/25. Una vera e propria doccia fredda per i 209mila lavoratori sportivi che stanno ricevendo in questi mesi i bonus per la sospensione delle attività sportive, ma che resteranno per almeno altri due anni e mezzo senza tutele assicurative e previdenziali, con contratti esentasse fino a 10.000 euro, sempre precari (come nei casi di maternità, malattia, ecc.). Rinviati quindi i quattro decreti su rappresentanza degli atleti e disciplina per l’esercizio della professione di agente sportivo, riordino e riforma delle norme per la sicurezza negli impianti sportivi, semplificazione degli adempimenti per gli organismi sportivi, sicurezza sulle piste da sci.

Cosa resta

Rimane invece confermata l’entrata in vigore al 1 gennaio 2022 per la parte del d.lgs. n. 36/21 non interessata al differimento delle disciplina sul lavoro. In particolare: l’esclusione delle cooperative tra le forme giuridiche degli enti sportivi dilettantistici; i nuovi contenuti di atti costitutivi e statuti che dovranno prevedere l’esercizio in via stabile e principale dell’organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche da parte di ASD ed SSD salva la previsione di attività secondarie strumentali la cui individuazione è demandata ad un decreto ministeriale attuativo, le norme per l’ingresso degli atleti paralimpici nei gruppi sportivi militari e nei corpi civili dello Stato e il fondo per incentivare il professionismo femminile con un percorso tuttavia ancora non chiaro, le regole per i diritti degli animali nello sport con l’istituzione della figura del cavallo atleta e il riconoscimento della figura del chinesiologo nell’ambito delle scienze motorie.

Vincenzo D’Anzica

Dottore Commercialista e Revisore Contabile