Licenziamenti bloccati fino al 17 agosto, ma non per tutti

 

Premessa

L’art. 46 del DL 18/2020 (“Decreto Cura Italia”), poi prorogato dall’art. 80 del DL 19/2020 (“Decreto Rilancio”) fino al 17 agosto, recita:

A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto l’avvio delle procedure di cui agli articoli 4, 5 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223 è precluso per 60 giorni e nel medesimo periodo sono sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020. Sino alla scadenza del suddetto termine, il datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’articolo 3, della legge 15 luglio 1966, n. 604.

Dunque non tutti i licenziamenti sono vietati, come vedremo in dettaglio. A tal riguardo anche l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito dei chiarimenti interessanti.

 

Licenziamento per sopravvenuta inidoneità alla mansione

Con la Nota n. 298/2020 l’INL ha chiarito che sono vietati anche i licenziamenti per sopravvenuta inidoneità alla mansione, che si verifica quando il lavoratore non ha più la possibilità di svolgere le attività previste dal contratto per specifici motivi. Secondo l’Istituto:

Deve essere ascritta alla fattispecie del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, atteso che l’inidoneità sopravvenuta alla mansione impone al datore di lavoro la verifica in ordine alla possibilità di ricollocare il lavoratore in attività diverse riconducibili a mansioni equivalenti o inferiori, anche attraverso un adeguamento dell’organizzazione aziendale (cfr. Cass. Civ., sez. lav., sent. n. 27243 del 26 ottobre 2018; Cass. Civ., sez. lav., sent. n. 13649 del 21 maggio 2019).

L’obbligo di repechage rende, pertanto, la fattispecie in esame del tutto assimilabile alle altre ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, atteso che la legittimità della procedura di licenziamento non può prescindere dalla verifica in ordine alla impossibilità di una ricollocazione in mansioni compatibili con l’inidoneità sopravvenuta.

Pertanto, secondo l’Istituto, la disciplina prevista dagli articoli 46 e 103 del D.L. n. 18/2020 riguarda anche i licenziamenti per sopravvenuta inidoneità alla mansione.

 

Riepilogo

In sintesi, allo stato attuale, la possibilità o il divieto di licenziale può essere così riassunta:

LICENZIAMENTI VIETATI

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Licenziamenti nel settore edile per fine fase lavorativa con contratti a tempo indeterminato

LICENZIAMENTI PERMESSI

Licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo

Licenziamenti in procedure d’appalto con personale che passa alle dipendenze della nuova ditta

Licenziamenti nel patto di prova

Licenziamenti senza preavviso (“ad nutum”)

Licenziamenti dirigenziali per giustificatezza

Licenziamenti per superamento del periodo di comporto

Licenziamenti al termine dei periodi di apprendistato

Licenziamenti per sopraggiunta età pensionabile (pensioni “di vecchiaia”)

PROCEDURE CONSENTITE

Dimissioni del lavoratore per giusta causa

Conciliazione in sede protetta con incentivi individuali

 

 

Vincenzo D’Anzica

Dottore Commercialista e Revisore Contabile