Decreto Liquidità: quali misure per il credito alle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche?

 

 

Il c.d. Decreto Liquidità ha introdotto delle interessanti misure a sostegno delle imprese, toccando anche i soggetti non imprenditoriali quali Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche, particolarmente provate dai provvedimenti nazionali e regionali durante la lotta al Covid-19 che sta mettendo in ginocchio l’intera economia mondiale. Le misure sulle quali presteremo attenzione sono quelle relative agli articoli 13 e 14 del DL n. 23 dell’8 aprile 2020.

 

Art. 13

L’art. 13 alla lettera m recita testualmente:

Previa autorizzazione della Commissione Europea ai sensi dell’articolo 108 del TFUE, sono ammissibili alla garanzia del fondo, con copertura al 100 percento sia in garanzia diretta che in riassicurazione, i nuovi finanziamenti concessi da banche, intermediari finanziari di cui all’articolo 106 del Testo Unico bancario di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993 n. 385 e dagli altri soggetti abilitati alla concessione di credito in favore di piccole e medie imprese e di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19 come da dichiarazione autocertificata ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445, purchè tali finanziamenti prevedano l’inizio del rimborso del capitale non prima di 24 mesi dall’erogazione e abbiano una durata fino a 72 mesi e un importo non superiore al 25 per cento dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario, come risultante dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della domanda di garanzia ovvero, per i soggetti beneficiari costituiti dopo il 1° gennaio 2019, da altra idonea documentazione, anche mediante autocertificazione ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445, e, comunque, non superiore a 25.000,00 euro…

In favore di tali soggetti beneficiari l’intervento del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese è concesso automaticamente, gratuitamente e senza valutazione e il soggetto finanziatore eroga il finanziamento coperto dalla garanzia del Fondo, subordinatamente alla verifica formale del possesso dei requisiti, senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del gestore del Fondo medesimo…

Da quanto esposto risulta semplice formulare le modalità di richiesta ed erogazione per le imprese. Già, le imprese… e ASD ed SSD?

La natura della SSD, pur in assenza di circolari e chiarimenti tuttavia auspicabili, lascerebbe intendere la possibilità di avvalersi di tali strumenti. Trattasi infatti della tipologia commerciale di soggetto sportivo, pur in assenza di fini lucrativi. Il discorso per le ASD si fa invece molto più complicato in quanto associazioni prive di partita IVA verrebbero escluse automaticamente ma anche per quelle titolari di p. IVA restano molti dubbi poiché non sarà possibile identificarle come soggetti commerciali puri. Dunque, mentre per le Società crediamo di poter dare parere favorevole con un certo margine di tranquillità, per le Associazioni varrà il discorso inverso.

Altra precisazione riguarda l’ammontare dei ricavi da indicare nel modulo di richiesta. E’ possibile infatti richiedere al massimo il 25% del fatturato (e fino ad un massimo di 25.000 euro) come desumibile dall’ultimo bilancio o dall’ultima dichiarazione dei redditi. Per le Società il dato sarà desumibile dal Conto Economico dell’ultimo bilancio depositato, mentre per le Associazioni potrà far fede necessariamente solo la dichiarazione dei redditi ove abbiano conseguito ricavi commerciali, senza possibilità che possa valere il rendiconto approvato dall’Assemblea.

 

Art. 14

L’art. 14 riporta:

Il Fondo di cui all’articolo 90, comma 12, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, può prestare garanzia, fino al 31 dicembre 2020, sui finanziamenti erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo o da altro istituto bancario per le esigenze di liquidità delle Federazioni Sportive Nazionali, delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione Sportiva, delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche iscritte al registro di cui all’articolo 5, comma 2, lettera c), del d.lgs. 23 luglio 1999 n. 242. A tali fini, è costituito un apposito comparto del predetto Fondo con una dotazione di 30 milioni di euro per l’anno 2020. Per la gestione di tale comparto del fondo è autorizzata l’apertura di un conto corrente di tesoreria centrale intestato all’Istituto per il Credito Sportivo su cui sono versate le predette risorse per essere utilizzate in base al fabbisogno finanziario derivante dalla gestione delle garanzie.

Il Fondo speciale di cui all’articolo 5, comma 1, della legge 24 dicembre 1957, n. 1295, può concedere contributi in conto interessi, fino al 31 dicembre 2020, sui finanziamenti erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo o da altro istituto bancario per le esigenze di liquidità delle Federazioni Sportive Nazionali, delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione  Sportiva,  delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche iscritte nel registro di cui all’articolo 5, comma 2, lettera c), del d.lgs. 23 luglio 1999 n. 242, secondo le modalità stabilite dal Comitato di Gestione dei Fondi Speciali dell’Istituto per il Credito Sportivo. Per tale funzione è costituito un apposito comparto del Fondo dotato di 5 milioni di euro per l’anno 2020… Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 35 milioni di euro per l’anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione delle somme di cui all’articolo 56, comma 6, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, e a 5 milioni di euro per l’anno 2020, in soli termini di fabbisogno, mediante utilizzo delle risorse di cui all’articolo 13, comma 12.

Lo scopo è chiaramente quello di fornire liquidità ai soggetti sportivi che nella migliore delle ipotesi subiranno un calo di introiti istituzionali e commerciali, ma molti non avranno questo lusso e probabilmente saranno costretti a chiudere i battenti in assenza di contante da immettere nella gestione corrente. E’ quindi stabilito che il fondo di garanzia della legge 289/2002 possa prestare garanzie fino al 31 dicembre 2020 sui finanziamenti erogati dal Credito Sportivo o altro istituto bancario con una dotazione di 30 milioni di euro, mentre quello della legge n. 1295/1957 può concedere contributi in conto interessi sui finanziamenti erogati dal Credito Sportivo o altro istituto bancario con una dotazione di 5 milioni di euro.

Per entrambe le tipologie il Credito Sportivo emanerà le direttive per la richiesta, l’istruttoria e l’erogazione dei fondi, con tassi di interesse inferiori a quelli medi di mercato.

 

Conclusioni

E’ bene precisare che parliamo di finanziamenti, non di contributi e la distinzione non è di poco conto. Le somme corrisposte dovranno infatti essere restituite, con un tasso di interesse inferiore a quello dei finanziamenti bancari ma pur sempre sensibile. Di conseguenza il consiglio è di ricorrere a tali mezzi di liquidità solo ove necessario, poiché oltre alla restituzione del capitale (maggiorato degli interessi) andrà avviata una fase di istruttoria pratica non di certo approssimativa, e molti soggetti sportivi non presentano sufficiente diligenza nella produzione e nella tenuta delle scritture contabili e della documentazione amministrativa. Per cui ogni decisione va ponderata, possibilmente discutendone con il proprio consulente. 

 

Vincenzo D’Anzica

Dottore Commercialista e Revisore Contabile