Indennità di 600 euro ai collaboratori sportivi, i “rischi” del censimento…

Premessa

Il 7 aprile è stata attivata sul portale Sport e Salute la piattaforma tramite la quale registrarsi e presentare la domanda per l’indennità di 600 euro prevista per i collaboratori sportivi, nel rispetto delle disposizioni del Decreto Ministeriale del 6.04.2020. La procedura è stata semplice e il portale non ha avuto cedimenti anche grazie alla presentazione delle domande per fasce orarie e giornaliere. E’ stata inoltre attivata una mail dedicata all’assistenza, nonché un canale Telegram ed una guida dettagliata e di semplice comprensione. Tutto liscio, ma….

Il censimento sportivo

Il mondo che gravita intorno ad Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche, come ben noto, è molto articolato ed esprime diverse sfaccettature che vanno dall’aspetto agonistico a quello amministrativo, da quello fiscale a quello regolamentare. Dunque con questa procedura telematica l’Agenzia delle Entrate avrà un ricchissimo e dettagliato plafond di informazioni da incrociare con i dati già in suo possesso, avviando un vero e proprio censimento che potrà utilizzare a proprio piacimento e non solo per fini statistici. In tal modo l’AdE potrà infatti:

  • identificare i soggetti che non percepiscono altri redditi oltre a quelli sportivi: infatti la procedura di cui sopra esclude di fatto i percettori di altri redditi da lavoro autonomo, lavoro dipendenti o assimilati e da pensione
  • identificare i soggetti con compensi entro il limite massimo di 10.000 euro: nella procedura andranno indicati i compensi percepiti per l’anno 2019 ed allegati i relativi contratti
  • identificare le situazioni di mono e pluricommittenza: in fase di compilazione andrà indicata l’eventuale presenza di altri rapporti in essere nel periodo corrente
  • identificare il possesso delle abilitazioni professionali in ambito sportivo
  • distinguere i contratti di tipo sportivo da quelli di tipo amministrativo-gestionale: questi ultimi infatti necessitano della comunicazione al centro per l’impiego e dell’iscrizione nel LUL (libro unico del lavoro)
  • classificare i soggetti tesserati e quelli non tesserati: andrà inserito anche il numero di tesseramento al CONI per controllare la corrispondenza dei dati

Tutte queste informazioni saranno fondamentali per avere un quadro esaustivo e per portare a termine la riforma dello sport che dovrebbe vedere, salvo proroghe e rinvii, l’emanazione dei decreti definitivi ad agosto 2020.

Il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, ha affermato:

…ho chiesto per la prima volta che entrasse formalmente anche nella ampia area del mondo del lavoro questa categoria dei collaboratori sportivi che altrimenti per la peculiarità, le caratteristiche, le agevolazioni fiscali che ha questo settore del mondo lavorativo non sarebbero rientrati nelle altre agevolazioni previsto, per esempio, di chi è iscritto alla gestione separata dell’inps o alle casse…

…quando io ho chiesto alle federazioni sportive, al CONI, a tutti i soggetti sportivi di darmi dei dati certi su questo mondo, nessuno è stato in grado di darmi un dato certo: tutti hanno dato dei dati assolutamente approssimativi ma nessuno si è assunto la responsabilità di certificare…

…questo mondo non è stato mai troppo considerato, non è stato mai riformato per consentire tutte le tutele e le garanzie ai lavoratori del mondo sportivo che oggi non hanno nessun tipo di tutela e di garanzia…

Dunque sono chiari gli intenti ministeriali che vanno ben oltre l’esigenza o la volontà di corrispondere l’indennità ai collaboratori sportivi. In questo modo potranno venire a galla molte lacune nella gestione contabile, fiscale ed amministrativa dei soggetti sportivi, con la possibilità di dare il via ad un’attività di controllo ed accertamento più che di monitoraggio e consultazione.

Vincenzo D’Anzica

Dottore Commercialista e Revisore Contabile