Le CU 2020 slittano al 30 aprile

Premessa

Il “Decreto Liquidità” ha spostato al 30 aprile il termine per l’invio (e la relativa consegna ai percettori) delle Certificazioni Uniche 2020. Il termine precedente del 31 marzo era già slittato dal 9 marzo iniziale. Ora, a tempo scaduto e con utilità forse discutibile per la tempistica, il nuovo termine slitta al 30 aprile, non trattandosi di proroga ma di vera e propria remissione in quanto postuma alla scadenza.

 

I risvolti

Lo slittamento non riguarda soltanto la trasmissione ma anche la consegna ai percipienti. Il termine originario prevedeva la trasmissione dei dati necessari per la dichiarazione precompilata al 9 marzo (poiché quella ufficiale del 7 cade quest’anno di sabato) e la relativa consegna al lavoratore entro il 31 marzo. Al fine di evitare pericolosi equivoci interpretativi se è quindi previsto di operare in tal senso uniformando entrambi gli adempimenti alla fine del mese di aprile.

E’ bene ricordare che per la trasmissione delle certificazioni non contenenti dati necessari per la precompilata resta fissata al 31/10, ovvero all’ultima data utile per la trasmissione del modello 770 relativo alla dichiarazione dei sostituti d’imposta.

Le sanzioni

L’art. 4 c. 6-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322 stabilisce che:

Per ogni certificazione omessa, tardiva o errata si applica la sanzione di cento euro in deroga a quanto previsto dall’articolo 12, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, con un massimo di euro 50.000 per sostituto di imposta. Nei casi di errata trasmissione della certificazione, la sanzione non si applica se la trasmissione della corretta certificazione è effettuata entro i cinque giorni successivi alla scadenza indicata nel primo periodo. Se la certificazione è correttamente trasmessa entro sessanta giorni dal termine previsto nel primo periodo, la sanzione è ridotta a un terzo, con un massimo di euro 20.000

Si ricorda infine che non è previsto l’istituto del ravvedimento operoso, come chiarito dalla Circolare n. 6/E 2015 dell’Agenzia delle Entrate. 

 

Vincenzo D’Anzica

Dottore Commercialista e Revisore Contabile