Pace fiscale, tante modifiche e poca “pace”…

Premessa

Fuori la dichiarazione integrativa speciale. Dentro la sanatoria per omessi versamenti, avvisi bonari e lievi irregolarità. Rinvio a un altro provvedimento per la riforma di soglie e pene per chi commette reati tributari. È il quadro che si delinea in vista del voto agli emendamenti al decreto sulla pace fiscale, ora all’esame della commissione Finanze del Senato. Ma vediamo cosa potrebbe cambiare dopo il vertice di Governo di giovedì 15 novembre.

Stop all’integrativa speciale

Il Governo mette la parola fine alla breve e travagliata esperienza dell’integrativa speciale, ossia la possibilità di sanare fino a un massimo di 100.000 euro ma entro il limite del 30% gli importi non dichiarati ma a condizione che sia stata presentata la dichiarazione dei redditi. Già oggetto di polemiche prima del Consiglio dei Ministri del 20 ottobre scorso per lo scudo penale e per i capitali all’estero (con il caso “manina”) poi rimossi dal testo finale andato in Gazzetta Ufficiale, la possibilità di sanare il passato con un’imposta sostitutiva viene cancellata. Nessun effetto immediato, perché l’eventuale adesione sarebbe dovuta avvenire entro il 31 maggio 2019.

Omessi versamenti e irregolarità formali

Con l’accordo raggiunto ieri, la maggioranza si prepara dalla prossima settimana a dare il via libera agli emendamenti che consentiranno di sanare gli omessi versamenti, ossia chi ha dichiarato al Fisco ma poi non è riuscito a pagare per difficoltà economiche. L’ipotesi su cui si stava ragionando è che la sanatoria che consente di non pagare le sanzioni passi da un’istanza telematica che il contribuente potrà presentare direttamente o tramite intermediario. Anche le lievi irregolarità formali negli adempimenti che non hanno comportato minori imposte saranno definibili con 200 euro per ciascun periodo d’imposta dal 2013 al 2017. Nel perimetro della pace fiscale sembrano destinati a entrare gli avvisi bonari, non ancora andati a cartella o per cui addirittura aveva già iniziato a pagare.

Le conferme: stralcio mini-cartelle, rottamazione e liti pendenti

Tra le conferme rispetto al testo attuale, oltre ai Pvc e agli accertamenti su cui il Parlamento potrebbe decidere anche un’estensione temporale in base agli emendamenti presentati, ci sono anche lo stralcio dei carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2010 fino a 1.000 euro e la rottamazione ter.
Ma ci sarà anche la sanatoria delle liti pendenti con le Entrate, che punta a fare meglio dei magri risultati dell’ultima edizione promettendo la cancellazione di sanzioni e interessi ed uno sconto del 50% del valore della lite per chi ha vinto in primo grado e dell’80% per chi ha vinto in appello.

 

 

Vincenzo D’Anzica
Dottore Commercialista e Revisore Contabile